Di luoghi comuni, i cittadini italiani e l’Italia stessa ci vivono, ma davvero è ancora il caso di dargli tanta importanza?
Non parlo del “non ci son più le mezze stagioni”, ma dei luoghi comuni sulla politica…
Leggo oggi che il cavaliere supremo definisce dotati di poco cervello i comunisti, settimane addietro disse che chi votava sinistra non si lavava accuratamente e, prendendo spunto dalla campagna amministrativa di Milano, chi vota sinistra sarebbe anche un fan di zingari e talebani…
Detto questo, mi domando se davvero c’è qualcuno che fa ancora un minimo di affidamento su queste parole, sempre che poi un minimo di fondamento ce l’abbiano mai avuto…
Ora anche il notaio, il medico e l’avvocato votano Pisapia e magari lo studente scioperante, l’insegnante e l’operaio votano per la Moratti… tutto può essere…
Davvero non ci siamo accorti di come le persone, col passare degli anni, cambino le proprie idee e come la società si evolva con loro?
Queste schermaglie sono quantomeno stucchevoli, basate sul nulla se non sul teorico tornaconto che un candidato presume di poter avere…
Le città e l’Italia stessa continueranno ad avere i loro problemi finchè la politica continuerà a ragionare in modo tanto ridicolo, ma io un’idea me la son fatta: non sarà che i problemi non vengono mai risolti perchè non toccano proprio nessuno dei nostri politici?
Ai posteri l’ardua sentenza…
































Sono non solo stucchevoli ma proprio vomitevoli queste campagne elettorali basate solo ed unicamente sullo sputtanamento dell’avversario. Ormai non occorre più pensare a delle proposte e programmi elettorali interessanti ed attuabili. No, basta essere più bravi ad insultare l’avversario o ad affibbiargli colpe che possano apparire quanto più odiose possibile (anche se assolutamente non vere)
Che pena!
credo che se fossi italiana non voterei mai alle politiche
In realtà si tratta di strategie, piuttosto scarse, ma che fanno leva su cervelli semplici. Come dice Giulio trattasi di “sputtanamento” e si sa, si deve ricorrere a certe bassezze solo quando non si ha delle argomentazioni valide su cui basare la propria politica.