Questo articolo è stato pubblicato 1 anno 23 giorni fa, ergo potrei aver cambiato idea oppure avervi detto una bugia ed essermene accorto solo ora, per cui non venitemi a dire: Ma che cavolo stai dicendo Willis?
in questione, si discosta un pochino da tutti quelli recensiti fino ad oggi, Dance in the Vampire Bund è un anime gotico, visto l’argomento di cui tratta, ossia i vampiri…
Partiamo subito andando al sodo: a me l’anime è piaciuto fino ad un certo punto e vi spiego anche il perchè… La storia è incentrata sulla decisione della protagonista Mina Tepes di portare agli occhi di tutti la razza dei vampiri, che fino ad oggi è sempre vissuta nell’oscurità, per fare questo, l’ultima discendente diretta di Dracula, decide di ripianare i debiti dello stato giapponese in cambio di un terreno nel quale edificare la società dei vampiri, nella quale, i vampiri stessi, potranno vivere senza discriminazioni per potersi poi integrare con gli umani…
In aiuto di lei arriverà anche il buon Akira Kaburagi, che per via di una vecchia promessa fatta a Mina, si ritroverà ad essere per lei una specie di guardia del corpo ed evito di raccontarvi con quali potenzialità…
Detto questo, la storia ha anche un suo fascino, ma vi sembra davvero possibile sbrogliare una simile
in sole 12 puntate? Secondo me, assolutamente no, ergo dico che il tutto è stato affrontato in malo modo, quindi nessuno dei personaggi viene ben delineato, la storia lascia un po’ il tempo che trova e così via…
Detto in due parole, il ragazzo è intelligente, ma non si applica, ovvero: l’idea era buonissima, ma la realizzazione non altrettanto e quindi se siete degli amanti del genere e vi piacciono i vampiri, guardatelo, in caso contrario, meglio guardare altro…
Akiyuki Shinbo
































mi piacciono i vampiri, ma la tua recensione mi dice che questo non sia il massimo, o? mmmmm vediamo…
Hai ragione l’idea è molto originale della storia.. Peccato non l’abbia sviluppata bene.
L’idea mi piace… magari lo guardo anche se me l’hai subito smontato un bel po’
ecco no. questo non m’ispira.