Questo articolo è stato pubblicato 1 anno 26 giorni fa, ergo potrei aver cambiato idea oppure avervi detto una bugia ed essermene accorto solo ora, per cui non venitemi a dire: Ma che cavolo stai dicendo Willis?
tutti, oggi si parla di un capolavoro assoluto, uno degli anime più belli della storia e sfido chiunque a dire il contrario, si tratta de “Il mio vicino Totoro“.
Questo anime del 1988, ha lasciato un segno indelebile nel cuore di tutti quelli che hanno avuto la fortuna di vederlo, in giappone Totoro è una specie di idolo nazionale, tanto che si è sviluppato un vero e proprio merchandising parallelo su questo splendido personaggio.
La storia è essenzialmente molto semplice ed a tratti quasi infantile: le due sorelline Satsuki e Mei si trasferiscono con il loro babbo in un piccolo paesino di campagna per poter stare più vicini alla loro madre, da tempo ricoverata in ospedale per una brutta malattia, questo trasloco forzato porterà le due bimbe ad incontrare una serie di spiriti della natura, la quale vista è preclusa però agli adulti…
Seguendo due di questi spiritelli (i migliori sono i corrifuliggine), la piccola Mei si imbatterà in una specie di gigantesco peluche troll, che lei chiamerà proprio Totoro, il quale condurrà le due bambine in una incredibile avventura sospesa tra sogno e realtà, passando da crescite miracolose a gite in gattobus, Mei e Satsuki comprenderanno il valore della famiglia, l’altruismo ed il rispetto per la natura, della quale Totoro è lo spirito…
Il film è tutto incentrato sul rapporto tra uomo e natura oltre che sull’amore per la famiglia e l’altruismo e gli stessi personaggi sono sempre increduli nel vedere quel che accade, tanto da pensare sempre di essere all’interno di un lungo sogno, come quando Totoro fa crescere a dismisura i semi piantati dalle bimbe…
Questo anime, in piccola parte, è anche autobiografico, difatti lo stesso Miyazaki afferma che se le due bimbe fossero state dei maschi, sarebbe stato troppo doloroso, per via del ricordo della sua esperienza personale, visto che in gioventù, lui stesso ha dovuto abbandonare la sua casa per avvicinarsi all’ospedale dove la madre è stata ricoverata per ben 9 anni per via di una tubercolosi spinale…
Un consiglio spassionato: guardatevi la versione sottotitolata e non perdetevi la scena nella quale attendono l’autobus… In poche parole, stiamo davvero parlando di un capolavoro con la C maiuscola, un anime che catapulterà chiunque in un mondo fantastico, dove l’allegria di due bimbe spazzerà via ogni tipo di preoccupazione, incontrando un incredibile personaggio che tutti vorremmo come amico… 10 e lode…
































Concordo su tutto, Totoro è un C.A.P.O.L.A.V.O.R.O.
Questo non l’ho visto anche se ne avevo sentito parlare… Magari ci do un’occhiata
Mi è piaciuto un sacco!!!!
totoro è un capolavoro! adoro la scena della pioggia. e anche quando mei segue i piccoli totori per poi trovare quello grande. vorrei avere un totoro vero tutto mio =)
ma mi accontento anche del gigantesco peluche che mi hai regalato =)
A parte che ADORO i gatti e li ritengo divinità superiori! Ma Totoro è un sogno… quanto vorrei dormirgli anche io sulla pancia :)))