Questo articolo è stato pubblicato 3 anni 6 mesi 19 giorni fa, ergo potrei aver cambiato idea oppure avervi detto una bugia ed essermene accorto solo ora, per cui non venitemi a dire: Ma che cavolo stai dicendo Willis?Uno volta, anch’io ero uno dei fautori delle varie manifestazioni studentesche, facevo parte del comitato d’istituto e mi sbattevo pure per le grafichette della prima pagina del giornalino… Ho persino fatto irruzione nella sede del provveditorato agli studi di Milano, quindi di ‘ste menate studentesche qualcosa capisco, ma capisco soprattutto il fatto, che un buon 80% dei manifestanti, non sa nemmeno per che cosa sta manifestando…
Lo dico perchè nemmeno io so per quale motivo ci sia questo gran casino, non mi sono informato, ma dalle interviste fatte ai ragazzi, tolti un paio di Che Guevara de noatri, nessuno aveva la più vaga idea di quel che stesse facendo…
Che poi, non mi pare proprio che la scuola italiana facesse da riferimento con l’attuale ordinamento…
Boh, qualcuno di voi ci ha capito qualcosa?





























Maestro unico, tagli dei fondi. Mica saprei bene da dove iniziare.
In sintesi:
Taglio dei finanziamenti all'Università, un miliardo e quattrocento milioni di euro nei prossimi 5 anni dovrebbero essere il 20% dei finanziamenti totali.
Quasi 9oooo insegnanti perderanno il lavoro, in tempo di crisi non è un gran bella mossa.
Per il resto, voto in condotta e grembiulino sono specchietti per le allodole!
In brevissimo:
i conti pubblici sono allo scatafascio, il governo (volutamente senza maiuscola) taglia i fondi alla ricerca per finanziare i suoi deliri, manda in prepensionamento gli insegnanti e ne assume uno ogni 5 pensionati, cercando di far credere alla gente che questo servirà a dare un'istruzione maggiore e una maggior copertura temporale della giornata scolastica (leggasi: un insegnante solo per classe: gli esuberi serviranno a coprire il cosiddetto “tempo pieno” scolastico). L'università che in Italia è moribonda, riceverà ancora meno soldi: i ragazzi italiani si arrabatteranno a studiare qui e poi fuggiranno a lavorare all'Estero. I precari dell'istruzione NON verranno regolarizzati per cui dovranno trovarsi un altro lavoro… questo è il succo… poi ovviamente le discussioni si sprecano. Sta di fatto che una riforma della scuola elementare non era prioritaria: la riforma universitaria lo era… ma conosciamo bene l'operato dei nostri politici….
vedo che DU e Jeko hanno risposto…
io ieri ho ricevuto una mail e mi odierai perchè diventa un commento lunghissimo, ma credo che possa rispondere a gran parte delle tue domande:
“ciao e scusa se ti disturbo,
vorrei farti qualche semplice domanda:
ritieni che l'università debba essere un bene pubblico?
ritieni necessaria una politica per il diritto allo studio?
puoi permetterti 10.000€ di tasse ogni anno?
vediamo cosa cambia con la legge 133/08 e perchè il mondo accademico sta iniziando a muoversi:
la 133/08 approvata il 6 agosto è la conversione del decreto 112 ed ha avuto un iter parlamentare molto veloce, nonostante il caldo dell'estate! questa legge prevede tagli in tutti i settori di cui si occupa, in particolar modo per l'università prevede:
1. riduzione dell'FFO (Fondo di Finanziamento Ordinario), i soldi che il ministero da all'università e con cui si pagano gli stipendi
2. blocco del turn over al 20%: in pratica ogni 5 pensionamenti l'università potrà effettuare una sola assunzione
3. possibilità per le università di diventare fondazioni private
la riduzione dei finanziamenti per le università (che di per sè già hanno i bilanci in bilico) costringeranno gli atenei ad aumentare le tasse agli studenti. i Senati Accademici di molte università italiane prevedono entro i prossimi cinque anni di dover TRIPLICARE le tasse universitarie, non riuscendo altrimenti nemmeno a coprire gli stipendi del personale. le università statali, però, hanno un tetto limite sulle tasse da imporre: il massimo imponibile, già raggiunto in molte università, è del 20% del'FFO. per questo le università saranno costrette a chiudere i battenti o la diventare fondazioni private: in quest'ultimo caso sarà come vendere l'università al miglior offerente.
i privati che l'acquisteranno decideranno come amministrare l'università e diventeranno proprietari di tutti i beni materiali e immobili
dell'università: i privati stabiliranno anche le tasse universitarie, senza però alcun vincolo sull'imposizione fiscale. il che vorrà dire tasse universitarie aumentate liberamente, e che i privati potranno vendere i beni dell'università in un ottica di profitto che non tiene conto del miglioramento del servizio universitario.
la struttura didattica dell'università sarà totalmente stravolta. il blocco del turn over porterà in pochi anni alla chiusura di numerosi
corsi di laurea per l'evidente impossibilità da parte dell'univeristà di sostituire docenti e personale andato in pensionamento: già ora una buona fetta della didattica è coperta da ricercatori, il quale contratto non prevede l'insegnamento. in poche parole lo fanno gratis.
il blocco inoltre toglie ogni speranza a ricercatori e dottorandi e a tutti coloro che sognano un futuro lavoro nelle università semplicemente perchè non verranno mai assunti! potranno però essere precari a vita!
altro elemento non trascurabile, nel momento in cui l'università diventi fondazione, è che verranno naturalmente privilegiati determinati
corsi di laurea che portino benefici ai nuovi proprietari dell'università. verosimilmente corsi di laurea considerati inutili per gli interessi delle aziende e società che avranno acquistato l'università verranno rapidamente chiusi per dirottare personale e fondi a corsi considerati più produttivi.
ma non tutte le università avranno la 'fortuna' di diventare fondazioni e quindi sopravvivere. le fondazioni nasceranno solo in quei territori dove c'è una forte presenza di aziende e industrie pronte ad investire. le università lontane da queste zone come la maggioranza delle università del sud rischiano l'immediata chiusura.
questo riguarda:
1. gli studenti universitari che rischiano di non poter terminare i propri studi a causa dell'esorbitante aumento delle tasse
2. gli studenti delle superiori che rischiano di non poter accedere, di fatto, all'università pubblica
3. i cittadini delle città universitarie che perderanno economicamente dal declino dell'università
4. l'italia intera perchè il panorama che si prospetta è quello di avere poche università private di qualità con rette altissime (situate prevalentemente nel centro-nord dell'Italia) e altrettante poche università statali di serie b con rette nonostante tutto a livelli più alte di quelle attuali.
questo scenario non avverrà fra anni, se non si ferma subito questa legge accadrà tutto tra meno di un anno (basta il voto favorevole del senato accademico) coinvolgendo tutti. non sarà più garantita un istruzione superiore difusa ma potranno giovarne solo piccolissime percentuali degli italiani. non è solo un impoverimento culturale quello a cui andiamo incontro ma è soprattutto una confitta dei diritti di ogni cittadino.
una volta avviato il processo di privatizzazione dell'università un eventuale ritorno al sistema statale richiederà anni e sarà tanto difficile quanto costoso per lo stato e quindi per tutti noi.
è importante in primo luogo informarsi ed informare, portare il problema all'attenzione di tutti, nonostante il silenzio dei media,
per far sì che siano tutti consapevoli di cosa ci aspetta in futuro.”
vi lascio alcuni collegamenti:
per consultare il testo integrale della legge: http://www.camera.it/parlam/leggi/08133l.htm
per aderire all'appello degli atenei: http://www.petitiononline.com/ricerca1/petition.h…
per altre informazioni: http://salvarelaricerca.blogspot.com/
per ricevere informazioni sulle attività svolte a pisa: http://sinistraper.org/newsletter/user/subscribe….(la news letter di sinistra per…)
spero inoltrerai questa mail a quante più persone possibile, con l'obiettivo di diffonodere la notizia e mobilitarci contro questa vergogna!
memeeeeee
Beh, nemmeno quando c'ero io l'80% dei ragazzi sapeva cosa stava facendo. Eppure si occupava, autogestiva, blablabla. E nella mia scuoal comandavano i super-ripetenti, che proprio non sapevano nulla tranne che non volevano far nulla. Ecco, credo che il mio rigetto delle politica derivi da lì.
Ma mi state dicendo che quindi non c'è nulla di buono in questa riforma? Infondo, correggetemi se sbaglio, il nostro è uno dei paesi con più insegnante per studente, e quindi da quel punto di vista, qualche taglio non è forse così sbagliato… per il resto ribadisco di saperne poco o nulla…
@Curly: qindi anche tu mi dici che non c'è un solo aspetto positivo in questa riforma, giusto?
Io ti consiglio, di cuore, di leggere questo post: http://www.catepol.net/2008/10/29/il-testo-del-de…
Perchè merita davvero e perchè non si può disinteressarsi di quello che accade alla scuola perchè è la base del futuro.
No, il questa riforma non c'è nulla di buono. Torppe proposte per farsi pubblicità sulla gente ma senza un pensiero serio su cosa comportano.
E poi la ricerca in generale e la scuola nello specifico, non è un costo da tagliare ma un investimento per il futuro.
Le aziende che tagliano i costi di ricerca sono destinate prima o poi a fallire…
Ciao
chi mi ha preceduto come post ha spiegato egregiamente il perchè questa non è una riforma.
sono padre di due figli e conosco bene il mondo della scuola, ci sono molte cose da cambiare, da migliorare ma questi sono solo tagli.
Chiedi se ci sono punti positivi: art 1 (ma dipende cosa ci metti in quel insegnamento)
Vedo che hanno detto tutto le persone che mi hanno preceduto per cui non posso far altro che sottoscrivere quello che è stato già detto (in particolare da Curly).
Per rispondere alla domanda che hai ripetuto più volte…NON c'è nulla di buono in questa riforma! Beh certo, sono d'accordo su grembiulini e voto in condotta ma diciamoci la verità…sono stronzate! Scusate il termine!
Voglio anche dire un'altra cosa: io non mi sognerei mai e poi mai di scendere in piazza senza sapere per quale motivo si stia manifestando e sono stufa di sentirmi dire da quel nano che ci governa che siamo stati “trascinati” dai sindacati di sinistra.
“Le aziende che tagliano i costi di ricerca sono destinate prima o poi a fallire…” lasciamo stare il confronto con il mondo azienzale, le aziende funzionano, utilizzano razionalmente le risorse…concetti sconosciuti al sistema pubblico e la pubblica istruzione non fa eccezione! L'istruzione pubblica non può continuare a funzionare come ora, la Gelmini ha perso l'occasione di aprire un dialogo in parlamento su un problema serio, imponendo invece un decreto abbastanza raffazzonato…ma il problema esiste! E' obbligatorio che ogni paese da 1000 abitanti abbia una scuola? Quanto si risparmierebbe organizzando un efficente sistema di trasporto alunni invece che mantenere scuole per 20 alunni? La scuola italiana ha tra i suoi obiettivi quello di assorbire il più alto numero di disoccupati a prescindere dalle esigenze didattiche e organizzative? Non siamo il paese della Cuccagna, non avendo risorse illimitate una razionalizzazione è necessaria! Questo vale per la scuola, la sanità e la pubblica amministrazione…altrimenti andiamo pure avanti così, mi sembra che i risultati siano eccellenti…
P.S. Non scambiatemi per un adepto del nano che mi offendo, sono dieci anni che restituisco la tessera elettorale per non turarmi il naso a votare il meno peggio.
Anche da me quando c'erano le manifestazioni buona parte delle persone non erano consapevoli dei motivi…
A volte si scioperava per i caloriferi spenti anche se non era necessario.
Chiedendo ad alcuni ragazzi (so che non è un campione attendibile), non sanno minimamente i dettagli della riforma, penso che sia stata molto “montata” dai media e dall'opposizione.
@Fabio: quando fai il serio, sei proprio un gran figone
Anche quando non faccio il serio sono un gran figone…;)
Ci ho capito quanto te!
L'unica cosa buona è che i libri di testo non dovranno cambiare per cinque anni. O almeno così ho capito.
Un 80% dei manifestanti non lo sapeva nemmeno allora, tranquillo
vedo che i tuoi amici di blog ti hanno sufficientemente messo al corrente dei motivi della protesta,
anche io credo che la scuola e l'università siano da cambiare ma non da demolire!
Inserisco solo due numeretti…
Dall’art.66 comma 13 della legge 33/2008:
”In relazione a quanto previsto dal presente comma, l'autorizzazione legislativa di cui all'articolo 5, comma 1, lettera a) della legge 24 dicembre 1993, n. 537 concernente il fondo per il finanziamento ordinario delle università, e' ridotta di 63,5 milioni di euro per l'anno 2009, di 190 milioni di euro per l'anno 2010, di 316 milioni di euro per l'anno 2011, di 417 milioni di euro per l'anno 2012 e di 455 milioni di euro a decorrere dall'anno 2013. ”
sono in effetti riduzioni che possono apparire devastanti per il sistema, ma manca un’informazione… quant’è l’ammontare complessivo di tale fondo?
Riporto qui:
” Secondo le previsioni delle leggi di bilancio della XIV legislatura l’ammontare del fondo è stato di (in milioni di euro) 6.196 nel 2002, 6.225 nel 2003, 6.545 nel 2004, 6.995 nel 2005 e 6.924 nel 2006.”
ciò significa mediamente 6.577 milioni di euro all’anno.. a questo punto le riduzioni, in termini percentuali (e ipotizzando che la media si mantenesse inalterata nel prossimo quinquennio), rappresenterebbero:
63,5 milioni di euro per l'anno 2009 = – 0.96%
190 milioni di euro per l'anno 2010 = – 2,88%
316 milioni di euro per l'anno 2011= – 4.8%
417 milioni di euro per l'anno 2012 = – 6.3%
455 milioni di euro a decorrere dall'anno 2013 = – 6.91%
nota finale: non esiste solo il Fondo per il finanziamento ordinario delle università, ma anche il Fondo per l'edilizia universitaria e per le grandi attrezzature scientifiche, e il Fondo per la programmazione dello sviluppo del sistema universitario.